Laboratorio d'Arte di Lauro Papale


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Giovanna Aragozzini

Lauro Papale gioca come un ragno di primavera a costruire una tela sotto due grandi alberi; uno dei due, rigoglioso e sempreverde, lo ha chiamato "Ispirazione". E' una pianta forte, generosa, stupefacente e invasiva, che si rigenera in modo esuberante e allarga i suoi rami in tutte le direzioni lasciando cadere frutti stravaganti; alla sua ombra e nel suo profumo, a partire anche solo da un frammento, nasce un primo segno; è quasi un filamento vivo e anarchico che Lauro prima asseconda con un gesto naturale, e poi mentre lo osserva e se lo fa amico, conduce dove vuole lui …
Lo sottrae così al disordine verdeggiante e scompigliato dai venti del primo albero e se lo porta in un luogo più tranquillo, buono per pensare, al riparo di una pianta secolare, anzi millenaria, che si chiama "Ricerca": questo è un albero imponente, radicato nella storia perduta dei popoli, e trae linfa dai misteri di antiche civiltà, mostra tra le rughe del tronco una geometria ancestrale e perduti alfabeti, ha un labirinto di rami che sembrano sorreggere l'universo. Qui si può aspettare che il segno si affini e si liberi dagli eccessi, che l'oggetto raggiunga la sua forma, che emergano volumi,colori, superfici; le voci di uomini antichi, ma anche i gesti sapienti e pratici di moderni progenitori, di cui Lauro è l'erede, accompagnano la lenta maturazione del frutto raccolto.
Questi due alberi l'artista li conosce bene; sa che non possono restare tanto lontani: a volte sarebbe tentato di restare a lungo sotto l'ombra dell'uno o dell'altro, stupefatto nella scoperta di una forma trovata, o assorto a decifrare segni e ridisegnare volumi … Invece le sue opere nascono in un continuo dialogo di natura e storia, di caso e progettazione, di tratti liberi e perfezione formale.
Da qualche tempo dai rami dell'Ispirazione è caduto un seme, che tra le mani di Papale è divenuto un "segno": scisso nelle sue componenti geometriche ha rivelato i suoi principi costruttivi e le sue potenzialità formali; Lauro l'ha reso tridimensionale, moltiplicato, aggregato sotto le chiome parlanti della Ricerca. Ma Il cuore pentagonale del seme ha aumentato la sua vocazione generativa e le ali divergenti gli hanno donato dinamismo e capacità di volare, così da tornare ad essere Ispirazione, origine versatile e fertile di infinite possibilità.
A favorire questa simbiosi tra grandi alberi, l'artista ha scelto una tecnica, la ceramica Raku, che lo costringe ad accettare l'imprevedibile, il mistero della materia che si genera e trasforma, un processo di natura alchemica che pone limiti alla progettualità ma al tempo stesso la esalta. Il Raku è quasi un alter-ego di Lauro, o meglio un bizzarro collaboratore che vuole fare di testa sua e che lo invita, al di là di ogni fine definizione formale, a considerare e rispettare la forza primordiale della natura e la natura ribelle dei suoi quattro elementi: alla fine il Raku finisce per assecondare borbottando l'idea di Lauro e le porta a perfezione lasciando sulle sue opere il suo alito profondo, arcano e imprendibile .

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